
Le grandi trasformazioni cominciano coi piccoli gesti. Se ci tieni all’ambiente in cui vivi, se vorresti poter dire la tua sulle scelte che riguardano l’organizzazione degli spazi nel tuo territorio, se credi che i cambiamenti attorno a te vadano governati e non semplicemente delegati alle “autorità competenti”, unisciti a chi lavora per il paesaggio. Vai alla pagina Sostienici per capire come puoi fare la tua parte. Il paesaggio e l’ambiente coincidono. Ma dentro il paesaggio non c’è solo la natura, ci sei tu.
Che cosa rappresenta la periferia oggi? E’ solo un concetto urbanistico o una dimensione sociale e culturale?
Che cosa sta accadendo ai “gusci” vuoti che il precedente paradigma economico ci ha lasciato in eredità? E’ possibile creare un ponte tra questi relitti e le nuove generazioni alla ricerca di spazi per le loro attività?
L’Osservatorio Biellese Beni Culturali e Paesaggio organizza due momenti di incontro, riflessione e dibattito su questi temi che toccano da vicino il Biellese e il suo assetto futuro.
Venerdì 4 ottobre in serata sarà ospite dell’Osservatorio il sociologo e docente universitario Agostino Petrillo, mentre sabato 5 al mattino interverranno l’architetto Roberto Tognetti, coordinatore nazionale di IperPiano, co-autore del libro “Riusiamo l’Italia” e l’urbanista Giovanni Alifredi, coordinatore IperPiano Piemonte e Valle d’Aosta.
Due giornate con un denominatore comune e l’obiettivo di portare elementi nuovi nel dibattito sul presente e sul futuro di Biella. Perché il paesaggio è ovunque e ciascuno di noi è responsabile, per la sua parte, di quello che ne viene fatto.
La periferia nuova. Disuguaglianza, spazi, città
Dibattito col sociologo Agostino Petrillo | Venerdì 4 ottobre | ore 21.00
Riusare il paesaggio o paesaggio del riuso?
Riflessione e discussione con Roberto Tognetti e Giovanni Alifredi |Sabato 5 ottobre | ore 10.00
Entrambi gli eventi si svolgono a Palazzo La Marmora in corso del Piazzo 19 a Biella. Ingresso gratuito.
E se chiudessimo gli occhi? E se provassimo a “vedere” con l’udito anzichè con gli occhi? Nel primo dei Sabati dell’Osservatorio abbiamo accettato la sfida di Ted Consoli di Identità Sonore a pensare al paesaggio in un modo davvero poco convenzionale.
I Sabati dell’Osservatorio si tengono a Palazzo La Marmora e sono eventi organizzati con e per i soci dell’Osservatorio. Un momento in cui conoscerci e rafforzare la rete al nostro interno, ma anche l’occasione per incontrare persone o organizzazioni che stanno portando avanti progetti innovativi nel campo del paesaggio.
Prendere la scuola così come la conosciamo, abbatterne letteralmente le pareti e trasformare la città, i luoghi della vita quotidiana, in spazi educanti a misura di bambini e ragazzi.
E’ stata un’idea rivoluzionaria, dissacrante quella che Giuseppe Campagnoli e Paolo Mottana hanno proposto venerdì 8 marzo durante la serata che li ha visti a Biella ospiti dell’Osservatorio Biellese Beni Culturali e Paesaggio.
Un’idea che ha suscitato molte reazioni nel pubblico, innescando quel dibattito fuori dagli schemi del pensiero tradizionale sull’istituzione scolastica che era il nostro obiettivo come organizzatori.
Campagnoli, architetto ma anche dirigente scolastico, e Mottana, docente di Filosofia dell’Educazione all’Università di Milano Bicocca, hanno presentato il libro “La città educante. Manifesto della educazione diffusa” che è nato negli anni scorsi dal loro incontro attraverso Internet e da una “comune idea di destabilizzazione”.
Da quel volume, pubblicato da Asterios nel 2017, è stato tratto un manifesto di proposte per una scuola alternativa che, come ha spiegato Campagnoli, ha già ottenuto oltre quattrocento sottoscrizioni in Italia e che è diventato ispirazione per progetti territoriali di “superamento” di un modello di istruzione che, secondo gli autori, mostra tutti i suoi limiti.
Prima della serata con l’Osservatorio, Campagnoli e Mottana avevano partecipato nel pomeriggio a una riunione coi docenti, organizzata dalla commissione didattica del liceo Giovanni e Quintino Sella, proprio nella prospettiva di sperimentazioni in tal senso.
Il manifesto della città educante, ha spiegato Campagnoli, investe i campi della pianificazione urbanistica, della riprogettazione degli spazi condivisi del paesaggio in cui viviamo e dal quale, secondo Mottana, «oggi bambini e ragazzi sono spariti perché reclusi, segregati» fisicamente e mentalmente dentro una scuola che «non li lascia essere quello che sono: esseri che si affacciano al mondo» e che «si esprimono con linguaggi che non sono i nostri di adulti». Campagnoli ha parlato di come la città dovrebbe essere «un grande territorio di esperienze» dove bambini e ragazzi si muovono liberi incontrando «adulti che li educano attraverso esperienze adatte a loro», aiutandoli a fare «ciò che ha senso per loro nel momento della vita in cui si trovano». Campagnoli ha parlato di come le scuole, dal punto di vista estetico e funzionale, siano spesso progettate come luoghi di reclusione e di come le si costruisca con in mente una distorta concezione di “sicurezza”.
L’idea di scuola di Campagnoli e Mottana può apparire un’utopia dirompente ma, come ha testimoniato il professor Giuseppe Paschetto, moderatore del dibattito, «si può fare». Ed è stata una testimonianza molto concreta e autorevole, perché Paschetto è oggi l’unico italiano nella lista dei 50 top finalists al Global Teacher Prize, il premio ogni anno assegnato al miglior docente del mondo dalla Varkey Foundation di Londra.
Paschetto ha raccontato dell’esperienza che si sta portando avanti alla scuola media di Veglio, «una piccola scuola nel bosco», dove conta «la felicità interna lorda” degli studenti, dove si sono abbattute le pareti per far lavorare i ragazzi in gruppo, dove gli insegnanti sono prima di tutto facilitatori di esperienze e dove la crescita non si misura coi voti e le verifiche. Un esempio reale, insomma, di come anche il cambiamento di quanto ci sembra immutabile è possibile.
Una scuola senza pareti, destrutturata e fluida come la realtà dentro la quale è immersa. Una scuola che sperimenta nuovi strumenti didattici ascoltando i luoghi, le loro domande inevase, i loro conflitti. Un modello di insegnamento che inverte il processo di apprendimento: l’allievo è portatore di conoscenza, non “consumatore” passivo, i docenti non sono “dispensatori” di sapere ma facilitatori.
Ne parleranno Paolo Mottana e Giuseppe Campagnoli, autori del libro “La città educante. Manifesto dell’educazione diffusa” nella serata che l’Osservatorio Biellese Beni Culturali e Paesaggio organizza venerdì 8 marzo, dalle 21, nella sua sede a Palazzo La Marmora.
Modererà il dialogo con gli autori Giuseppe Paschetto, il “prof” biellese che è tra i dieci migliori insegnanti al mondo oggi candidati al Global Teacher Prize che sarà assegnato a fine marzo a Dubai.
«L’Osservatorio Biellese Beni Culturali e Paesaggio» spiega la presidente Patrizia Garzena «vuole offrire con questa serata un spunto di riflessione non solo a chi in qualche modo è coinvolto nel mondo della scuola, ma anche ai decisori, a quanti hanno un ruolo nel far sì che i luoghi in cui viviamo siano quello che vediamo. Pensare a una città che educa, significa porsi il problema di riprogettarne gli spazi, affrontarne la gestione in chiave strategica con una visione che superi la dimensione della pur doverosa “manutenzione ordinaria”. La nostra intenzione è che sia una serata per “pensare fuori dagli schemi”, partendo dalla scuola ma per allargare lo sguardo alla comunità e al suo futuro».
Il volume illustra una “seconda via” all’istituzione scolastica attuale. La sua tesi è che si debbano rimettere bambini e ragazzi in circolazione nella società che, a sua volta, deve assumere in maniera diffusa il suo ruolo educativo e formativo. La scuola pensata come una base, un portale ove organizzare attività che devono poi realizzarsi nel mondo reale, tramite un progressivo adeguamento reciproco delle esigenze delle attività pubbliche e private interessate, degli insegnanti e dei ragazzi e bambini stessi, mettendo a punto gli strumenti urbanistici, viabilistici, legislativi e educativi, in senso stretto, per raggiungere lo scopo.
Per informazioni e aggiornamenti sulla serata info@osservatoriodelbiellese.it oppure @osservatoriobiellesepaesaggio su Facebook